News / Think Big, Think Active: gli ingressi automatici in aiuto a James Bond!
04/04/2008Pensare in grande vuol dire mettere sotto una lente d’ingrandimento le opportunità, ma anche i problemi, di una situazione. Che i grandi utenti industriali e commerciali abbiano esigenze ben diverse rispetto a quelle dei privati, non c’è neppure bisogno di ricordarlo: parliamo di situazioni in cui gli automatismi da ingresso devono sostenere un numero di passaggi elevatissimo, in cui spesso l’omogeneità di prestazione deve essere garantita in località diverse, anche assai distanti fra loro.
Di quali scenari parliamo? Sono sfondi urbani o suburbani, sono le quinte quotidiane della nostra vita, di cui neppure ci accorgiamo se tutto funziona perfettamente.
Eppure, ci sarebbero tutti gli ingredienti per ambientarvi un grande film d’azione alla James Bond.
L’eroe è in lotta con la banda dei nemici. Esce, elegantissimo, dalla bussola d’ingresso del grande albergo, s’infila nell’Aston Martin (parcheggiata proprio davanti: avete notato che, nei film, si trova sempre un posto comodo per lasciare l’auto, per lunga che sia?) e guida a perdifiato sino alla sede della Spectra per sgominare i piani malefici. Incomincia una caccia all’uomo senza tregua. Gli uomini di guardia tengono sott’occhio il controllo accessi. Vedono l’agente segreto, e le truppe mercenarie dei cattivi si sguinzagliano per catturarlo: porte sezionali e portoni industriali si aprono per lasciar passare gli uomini in corsa e i loro mezzi anfibi. Porte rapide ad avvolgimento si sollevano lasciando intravedere macchinari fantascientifici, porte veloci flessibili s’aprono e si richiudono a ritmi serrati al passare dei rinforzi… Ma James, dov’è? La ricerca si sposta nei garage. Gran turbinio di portoni basculanti e sezionali da garage, di serrande e portoni a libro, ma l’eroe sembra svanito nel nulla. Non si sa come, è riuscito a seminare gli inseguitori e a tornare (sempre elegantissimo, non una piega sulla camicia né un capello fuori posto, pur dopo salti da acrobata e corse a perdifiato) alla base. Passa furtivo una porta scorrevole, poi un’altra porta a libro, ed eccolo nel cuore della sede nemica. Duello finale col capo dei nemici che viene costretto alla fuga nell’inevitabile happy end, e il macchinario infernale che avrebbe fatto esplodere un continente intero è disinnescato all’ultimo secondo.
Avvincente, vero? Ora, proviamo a immaginare quel che succederebbe se gli automatismi non funzionassero perfettamente. James Bond che resta bloccato nella bussola del grande albergo… il portone industriale che s’inceppa a metà, e il mezzo anfibio della Spectra che non può più andare né avanti né indietro… l’avvolgibile che trascina nell’ingranaggio il mantello della bella spia nemica…le porte basculanti che s’incastrano e non ne vogliono sapere di rivelare quel che si nasconde nei box… dal film d’azione, s’arriverebbe in men che non si dica alle comiche da Ridolini.
Nella vita di tutti i giorni sicuramente c’è meno azione concitata, ma non per questo il funzionamento perfetto è meno importante, anzi: le realtà produttive contano davvero sulla funzionalità degli ingressi automatici per il loro operare. Un esempio per tutti: una porta che s’apre e si chiude nei tempi giusti vuol dire variazione minima delle temperature interne: e con quel che costano il riscaldamento ed il raffrescamento dell’aria, non è un vantaggio da poco.
Stabilimenti e magazzini, centri direzionali e uffici in genere, corrieri e interporti, centri commerciali, concessionarie automobilistiche, banche, assicurazioni, ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti… tutti gli ambiti produttivi dell’industria, del commercio e dei servizi necessitano di un’ampia gamma di ingressi automatici, e ovviamente di un supporto professionale d’eccellenza capillarmente diffuso sul territorio, in grado di gestire ogni fase del rapporto: dal sopralluogo per verificare le effettive esigenze ai preventivi per le strutture più idonee a risolverle, dall’installazione all’assistenza, alla manutenzione programmata.
Tutto questo ha un nome: DITEC Team.
Il nostro corpo di “agenti speciali con licenza d’automatizzare”, potremmo dire con un minimo d’ironia, parafrasando James Bond. Una vera fonte di garanzia e di tutela per grandi clienti, nell’Industria e nelle Reti Distributive, nella Logistica e nei Servizi.
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